Equilibrio Dinamico

Category

Exhibition

Date

March 9, 2015

About

Galleria Piziarte, Tortoreto Lido (TE)

Una mostra con opere di Gerardo Amante, Angelo Barile, Matteo Clementi, Danilo Di Nenno, Luigia Flacco, Gavino Ganau e Constantin Migliorini.

a cura di Manuela e Patrizia Cucinella

“Equilibrio dinamico” una mostra che propone sette artisti : Gerardo Amante, Angelo Barile, Matteo Clementi, Danilo Di Nenno, Luigia Flacco, Gavino Ganau, Constantin Migliorini.

Artisti che con i loro colori ti avvolgono in una follia di suoni/colori che si scontrano, si separano, si confondono, si incontrano rendendo singolarmente e collettivamente partecipi i visitatori/spettatori.

Età e stili differenti a confronto, autori di diversa formazione legati dal comune denominatore di essere e sentirsi contemporanei nel pensiero e modo di creare arte.

GERARDO AMANTE (vive e lavora a Milano) dipinge soprattutto territori in cui vive; il suo è un dialogo interiore con la natura,il privato rifugio per un colloquio segreto.
Gerardo Amante ci aiuta a leggere l’immagine urbana facendoci riscoprire la realtà che ci circonda e della quale siamo parte. Con le sue opere pare ci dica: “La città deve recuperare la propria dimensione pubblica, privilegiando i cittadini, sia quelli
accentrati che coloro che hanno preferito disperdersi nelle campagne, hanno abbandonato il corpo compatto dal punto di vista residenziale ma continuano a frequentarlo quotidianamente.

ANGELO BARILE (Torino – presente alla Biennale di Venezia del 2011) : Il tema di partenza del suo progetto, che ha conosciuto in seguito significative varianti, è l’universo infantile. L’infanzia è, ai nostri tempi, al centro dell’attenzione, spesso oggetto dell’egoismo e della nevrosi degli adulti nella società occidentale, o vittima predestinata della fame e della violenza nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”. I bambini di Angelo Barile intendono prendersi una rivincita : forti della loro maliziosa innocenza sfidano i grandi fronteggiandoli con sguardi di sfida e di scherno, nella consapevolezza che l’apparente sicurezza altrui è fragile e può essere facilmente scalfita.”

MATTEO CLEMENTI, nato nel 1972 a Macerata,laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, vive e lavora tra Teramo e Milano.Finalista nel 2005 al Premio Celeste ha al suo attivo già diverse mostre. Nel febbraio 2008 ha esposto presso la Nancy’s Gallery di Shanghai. Gianluca Marziani scrive di lui:”Dentro i quadri di Clementi non esistono più attimi normali (nella loro normalità) ma solamente gesti assoluti (nella loro normalità), unici nel fermarsi lungo il tempo anomalo del dipingere.”

DANILO DI NENNO(Vive e lavora a Lanciano –Chieti) :”Paesaggi dai richiami fabulistici, impertinenti visioni d’insieme, scenografie pulite, gioiose macchie rosse in scenari verdi guadagnano lo spazio della tela, che la mano del giovane operatore ha già ben distribuito in sezioni di panorami ideali e/o reali, ma anche, fortemente, immaginati. Emergono, quindi, da dolci tessiture, visioni sospese tra sogni ed emozioni e cromatismi mediterranei, segnati da minime figurazioni, intervallate da luci ed ombre, intendono far vibrare languide memorie, surrealtà ecologiche, quanto inebrianti ed avviluppanti energetici cuori in trasferta, ridefiniti da portentose sagome viaggianti

LUIGIA FLACCO (vive e lavora a Teramo) Con i suoi libri d’artista esplora l’animo umano.

GAVINO GANAU,nasce a Tempio Pausania nel 1966,vive e lavora a Sassari.
Artista tra i più rappresentativi della nuova figurazione italiana, è stato finalista del IV Premio Cairo, del Premio Lissone e del Premio Celeste 2005.La sua pittura figurativa, in bianco e nero e dal forte impatto visivo, è stata alimentata attraverso il confronto con i linguaggi massmediali e le icone popolari della contemporaneità.Nelle opere più recenti, attraverso l’uso di immagini di tipo filmico e fotografico, realizza un unicum dalla forte valenza poetica.

CONSTANTIN MIGLIORINI (vive e lavora a Firenze):” Il mio lavoro è una riflessione sull’esistenza, sul tempo che fa susseguire giorni e notti senza tregua e che influenza così tanto la vita umana. Poco rimane del presente, sofferto, sudato, gioito e amato, volato via in un soffio, nulla di più di qualche archeologica traccia più significativa nella memoria di ognuno di noi. […] I miei personaggi sono estraniati, soli nei loro pensieri, talvolta assorti oppure miseramente in cerca dello sguardo confortante dello spettatore, non vogliono essere né compatiti né amati, vogliono solamente esserci senza remore nella loro silenziosa o disinibita normalità. Una normalità apatica che è focolaio di dubbi fatto di mille perché, un’umana esistenza fragile e bisognosa di comunicare a qualcuno i drammi che ognuno si porta dentro; ansie, noia, angosce, nichilismo, e il nulla. Ed è proprio il nulla l’imperativo che alla fine sempre ritorna nella spiegazione della mia esistenza, questo nulla che mi spinge quotidianamente a dipingere per tentare di colmarlo, dandomi così una fugace illusione di trovare un senso alla vita, purtroppo così spesso incomprensibile.”

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