Bimbi nei Boschi

Category

Exhibition

Date

May 16, 2013

About

Angelo Barile – Bimbi nei Boschi

Lollipop, Alba (CN)

Bimbi nei boschi. Barile sfodera il meglio della sua produzione presente, caratterizzata da una fertile vena di fantasia: una serie di personaggi ricorrenti in sintonia con la migliore tradizione fiabesca.

A cura di Edoardo Di Mauro

Se vogliamo inquadrare il lavoro di Angelo Barile in un contesto storico e generazionale il riferimento è senz’altro verso quell’ultimo scorcio dell’arte italiana che, a partire dalla seconda metà degli anni ’80, ha intrapreso un lento e non ancora concluso percorso di rinnovamento iconologico e contenutistico, inserendo la citazione all’interno di un confronto con la realtà sempre più invasiva della tecnologia e dei nuovi “media”, alla ricerca dell’elaborazione di un linguaggio che permettesse all’arte di affrontare le sfide insidiose di un esterno tendente ad inglobarla a sé neutralizzandone la carica vitale di eversione linguistica che le è propria, parificandola all’incessante sequela di simulacri patinati di ogni sorta che da tempo caratterizza gli scenari metropolitani. Nell’ambito dell’eclettismo stilistico e della multidisciplinarietà che caratterizza la scena dell’arte da un buon ventennio Barile, tra le molte possibilità, ha optato per la scelta non facile di uno strumento come la pittura, dato ormai per superato dagli affannati esegeti di un progresso che non è mai tale se non è in grado di compiere al pari decise fughe in avanti e repentini balzi all’indietro, se non fonda lo statuto che gli è proprio sul perenne interrogarsi soprattutto sul suo fine, e non tanto sul suo mezzo, elemento ormai secondario dopo che, con il Concettuale, il tabù della bidimensionalità “moderna” è ormai stato definitivamente superato.
Se la prima fase del “ritorno alla pittura” aveva posto l’accento della citazione, aspetto ormai ineludibile dell’arte quantomeno dal Manierismo in poi in termini di analisi mentale preliminare all’esecuzione tecnica, sul ritorno di valori di visceralità espressionista e colto e smaliziato collage linguistico, la successiva ondata generazionale ha intrapreso un netto spostamento del linguaggio della pittura nei territori della contaminazione con altre discipline creative, fotografia, fumetto, pubblicità, illustrazione, ricorrendo di pari all’immenso giacimento di stereotipi formali custodito negli archivi della storia dell’arte, al fine di elaborare nuove narrazioni in grado di simboleggiare la sensibilità mutata dell’uomo post moderno. I lavori di Angelo, sin dall’inizio, e con modalità più marcate dall’alba degli anni Zero, di fronte all’opzione di un confronto diretto con la realtà, o di un recupero, contestualizzato al presente, di stilemi dell’avanguardia novecentesca, ha optato per una terza soluzione, affrontare lo scenario della contemporaneità negandolo in apparenza, con uno stile fortemente allegorico ed immerso in una dimensione surreale e fabulistica .
L’importanza della fiaba nella storia della cultura è stata evidenziata, nel corso del Novecento, da eminenti studiosi di linguistica , in particolare dall ‘ antropologo russo Vladimir Propp. Nel suo scritto “Morfologia della fiaba”, Propp identifica 31 funzioni narrative ricorrenti nella struttura narrativa della fiaba, soffermandosi sui ruoli ricoperti dai personaggi e sull’intreccio , più importanti rispetto alla fisicità effettiva dei protagonisti. La fiaba è una forma letteraria antica e pre – moderna e ben le si addice, quindi, una funzione simbolica all’interno della stagione post moderna. Nella personale allestita presso la Lollipop di Alba, galleria che fonda il suo operare proprio su di una azione didattica nei confronti dei giovanissimi, tramite il lavoro di artisti dell’avanguardia attuale, Barile sfodera il meglio della sua produzione presente, caratterizzata da una fertile vena di fantasia, che lo porta ad operare una serie inesauribile di originali varianti, a partire da una serie di personaggi ricorrenti, che vengono a ricoprire più ruoli sulla scena, in sintonia con la migliore tradizione fiabesca. L’artista ha inizialmente rivolto il suo sguardo verso l’universo infantile, con figure di bambini aggressivi e smaliziati che venivano posti prepotentemente in primo piano nella composizione.
Successivamente gli stessi sono stati collocati in scenari caratterizzati da una sottile inquietudine onirica, ad esempio boschi tenebrosi e dalla fitta ed intricata vegetazione. In ultimo le varianti si sono moltiplicate, l’artista rappresenta personaggi umani, animali od antropomorfi, connotati da una lucida ed ironica follia visiva, che trova sempre un correlato, seppure simbolizzato all’estremo, nella nostra quotidianità frammentata e sospesa in una dimensione di eterno presente che non ci consente più di proiettarci nello uno scenario di un possibile futuro. Unico antidoto il ricorso alla creatività ed alla fantasia. Le risorse dell’immaginazione, ben coadiuvate dal viatico fondamentale ed insostituibile offerto dalla pittura, possono temperare con efficacia le angustie del presente, in attesa di tempi migliori.